Ponticelli: Spaccio davanti ai bambini “quartieri proprietà dei clan” dove lo stato?

Ponticelli L’analisi sugli assetti criminali nella zona contesa da 4 gruppi Spaccio davanti ai bambini , al vaglio il sono almeno quattro le cosche che hanno intenzione di prendere il controllo di Ponticelli. E’ quanto riferiscono le forze dell’ordine analizzando gli scenari malavitosi dopo l’ultima operazione antidroga che ha portato alla cattura di quattro persone nel cuore del rione De Gasperi. Sono stati i carabinieri della compagnia di Poggioreale, a conclusione di indagini coordinate dalla Procura di Napoli retta da Giovanni Melillo, a dare esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale di Napoli nei confronti di 4 soggetti (3 in carcere, 1 agli arresti domiciliari), già noti alle forze dell’ordine. In manette sono finiti Pasquale Fico, classe 1983, residente in via De Meis; il 22enne Valerio Ciro Busiello, di via Crisconio; Gennaro Perna, 47 anni, di via Volpicella e Carmela Tarallo, 41enne convivente di Fico e residente in via Calmilo De Meis. I quattro sono ritenuti “gravemente indiziati, a vario titolo, di spaccio di stupefacenti con l’aggravante, per tré di loro, della commissione del reato in presenza di minori ed in concorso tra loro”. Se c’entri o meno la criminalità organizzata è quello che stanno cercando di accertale gli investigatori. Al momento, la situazione criminale è ingarbugliata. La ‘parte del leone” sarebbe affidata al cartello criminale composto oltre die dagli stessi De Luca Bossa, dai Minichini e dagli Schisa, appoggiate dai Rinaldi di San Giovanni a Teduccio e dagli Aprea-Cuccaro di Barra. L’alleanza, nata con la funzione di contrastare il dominio dei Mazzarella sulla periferia orientale, starebbe ora puntando a consolidare le sue posizioni nella zona di Ponticelli. Un molo chiave sarebbe quello giocato dai Minichini-De Luca Bossa. Questi ultimi, che per anni hanno avuto la loro base operativa nel Lotto O’ di via Cleopatra, da qualche mese, si sarebbero spostati nella zona di via Mastellone grazie alla protezione offerta proprio dagli Aprea. Un ritorno alle origini spiegano gli investigatori che ricordano come la famiglia Minichini sia originaria di Barra. Nella zona di Ponticelli, quindi, sarebbe rimasto solo un ‘presidio’ incaricato però della gestione degli interessi dell’alleanza criminale. In particolare, il ‘drappello’ lasciato nel Lotto O’ avrebbe il compito di raccogliere le estorsioni imposte non solo ai commercianti ma anche ai gestori delle diverse piazze di spaccio esistenti nell’area. Parte dei ricavati, quindi, sarebbe ‘rigirato” agli Aprea che, in cambio. avrebbero assicurato supporto militare in caso di aggressione da parte di altre organizzazioni malavitose. Un’alleanza, quella tra ‘ponticellari” e ‘barresi’ che, in realtà era già emersa nei mesi scorsi quando fu emessa l’ennesima ordi nanza nei confronti di Michele Minichini, ras dell’omonimo sodalizio e, soprattutto, killer di fiducia del padrino Ciro Rinaldi, quest’ultimo, capo del sodalizio che opera nel rione ‘Villa’.

 
 
 

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