Pedofilia: preti orchi, vergogna e omertà nelle “sagrestie del terrore”

L’ennesima denuncia, un altro presunto abuso nei confronti di un minore e, ancora una volta, una diocesi campana nel mirino delle accuse come a Trentola Ducenta. Sono tanti i casi di abusi sessuali e di pedofilia sia in Italia che nel mondo da parte dei sacerdoti, ma almeno da alcuni anni – soprattutto con l’arrivo al soglio papale di Francesco – la Chiesa prova a non voltarsi più dall’altra parte facendo finta di nulla. «La Chiesa ha fallito, mi vergogno – disse lo scorso anno papa Bergoglio nel corso di un incontro in Irlanda con otto vittime – dobbiamo eliminare questo flagello ad ogni costo. Ma infrangere il muro del silenzio non è semplice sia per le vittime sia per i vertici ecclesiali, tante volte ci hanno pensato le inchieste giornalistiche a far emergere i casi degli orchi in tonaca, dove non arriva l’occhio della curia ci pensano spesso le telecamere. Uno dei casi più eclatanti avvenne nel 2012 in una parrocchia di Maraño, lo Spirito Santo, dove Don Franco De Vivo fu ripreso dalle telecamere nascoste delle «Iene». Tré compiici del programma televisivo si presentarono in sacrestia chiedendo aiuti di varia natura, uno dei giovani era persino minorenne, ma il parroco anziché prestare ausilio morale chiedeva baci e carezze. Uno dei tré complici, che dichiarava di avere problemi dopo la separazione da sua moglie, Don Franco lo portò in sacrestia abbassandosi i pantaloni. Il parroco fu allontanato dal cardinale Crescenzio Sepe, ma quelle immagini rappresentarono una ferita. Non solo uomini e bambini, ma questi abusi sono avvenuti anche nei confronti delle donne, come fu documentato, sempre a Napoli, in una parrocchia di Pianura, ancora una volta dalle «Iene». Anche in quel caso il sacerdote, alla richiesta di un colloquio da parte di una signora straniera, si esibì in avances sessuali.

 
 
 

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