“Napoli Servizi: mancata applicazione DPCM nella prima fase emergenziale da COVID-19”

Il Segretario Generale della FISAL – CISAL Vincenzo Moretto ha inviato la seguente lettera aperta al Sig. Prefetto di Napoli, Al Sign Sindaco di Napoli e all’Assessore al Bilancio e Società Partecipate del Comune di Napoli:

La Napoli Servizi conta 1656 dipendenti, con un notevole numero di Dirigenti, Funzionari e quadri, essa è stata sempre al centro dell’interesse dei partiti che hanno amministrato il Comune di Napoli. Negli ultimi anni, da questa Amministrazione in particolare, essa è stata utilizzata quale contenitore delle tante partecipate che, per cattiva gestione, hanno chiuso i battenti. Oggi il rischio va sempre più consolidandosi anche per la Napoli Servizi, che ha registrato la mancata chiusura degli ultimi bilanci, “bocciati dai Revisori dei Conti”, per un consolidato deficit di numerosi milioni di euro. Una prospettiva certamente non rassicurante. Con questo quadro, come le tante società sia pubbliche che private, la Napoli Servizi è stata chiamata ad affrontare l’epidemia del COVID-19. Una situazione certamente, difficile, dove il DPCM limitava le attività esclusivamente ai servizi indispensabili. Fermo restante la responsabilità, prioritaria su tutto, della salute dei lavoratori ed in particolare per quelle fasce cosiddette “deboli”, intese quali anziani e lavoratori con patologie; oltre a ridurre possibili rischi, facendo ricorso alle prestazioni lavorative anche in smart working, oltre all’applicazione di tutte le norme di sicurezza per quei lavoratori inseriti tra le categorie di prestazioni indispensabili. Nel merito, il Governo, con il DPCM, ha inteso proteggere i lavoratori e sostenere le aziende con la possibilità di poter ricorrere all’Istituto della GIG in diverse forme, provvedimenti che hanno visto le parti sociali confrontarsi e condividerne anche le modalità, ossia evitare una estenuante trattativa semplificandola con una informativa, evitando anche l’eventuale verbalizzazione. Sin dalla prima fase emergenziale della pandemia, alcune OO.SS. hanno espresso la loro contrarietà ad applicare il DPCM nel non fare ricorso alla GIG – FIS, così che la Napoli Servizi ha mantenuto in servizio tutti i lavoratori anche trasferendo alcuni di essi ad altri servizi, ed in parte applicando anche la forzatura di collocarli in ferie, in alcuni casi anche se queste ultime non fossero ancora state maturate. Nonostante questa inopportuna forzatura delle OO.SS., trascorsa la prima fase, quella ritenuta più a rischio, l’Azienda si è vista costretta ad aprire la procedura per collocare i lavoratori in FIS. Sarebbe stato più opportuno aprire la procedura nella prima fase, per ridurre il maggiore rischio per quelle fasce cosiddette più deboli, diversamente mantenute in servizio; un comportamento inqualificabile di alcune OO.SS., tra queste ne fanno parte quelle forze sociali che hanno condiviso il DPCM nei suoi contenuti e nella sua applicazione, costringendo l’Azienda ad una estenuante ed impropria trattativa conclusasi ormai quasi al termine della seconda fase dell’emergenza COVID-19. La CISAL, come da verbali, ha sempre evidenziato l’esigenza di tutelare la salute dei lavoratori nel rispetto delle prerogative dell’Azienda e con l’intesa che la procedura della FIS non avesse danneggiato l’economia dei lavoratori, compensandone le perdite, garantendo l’anticipazione, non azzerando le ferie maturate ed ancor più quelle da maturare. Una disponibilità ad onore del vero, manifestata dalla Azienda sin dalla prima fase. Questo comportamento accondiscendente della Azienda nei confronti di queste OO.SS. che hanno proclamato persino lo stato di agitazione, ed hanno impedito per mesi la non applicazione della tutela dei lavoratori in una fase epidemica unica nella storia, così come unico resterà nella storia il comportamento di queste OO.SS. e della stessa Azienda. Sarà utile per il futuro attivare procedure ed approfondimenti su questi inusuali comportamenti.

 
 
 

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