Mannoia, la mia “versione” con filosofia e senza quote

Leggerezza ma anche argomenti piu’ forti e impegnativi, tanta musica ma anche comicita’ e filosofia. Un programma ogni volta diverso e rilassato che prende spunto dallo storico Almanacco
del giorno e vedra’ tanti amici e colleghi che si alterneranno
nel racconto. E’ cosi’ che Fiorella Mannoia presenta il suo
nuovo programma “La versione di Fiorella” che andra’ in onda dal
25 ottobre, in seconda serata su Rai3, ogni lunedi’ , giovedi’ e
venerdi’ .
“L’idea l’ho proposta io. Ho anche scoperto – spiega l’artista –
che pur puro caso l’Almanacco ha esordito proprio il 25 ottobre
del 1976. Noi racconteremo quello che e’ successo in un
determinato giorno e come relazionarlo al presente, come siamo
cambiati con tanti spunti di riflessioni e ovviamente la
musica”.
Proprio sulle date la cantante ammette ridendo di avere un
problema serio: “Non ricordo nemmeno i compleanni delle persone
a me piu’ care. Forse per questo ho scelto questo programma”. E
ha aggiunto parlando della sua presenza stasera all’Ariston
“finalmente con la platea aperta”: “Ecco sono al Tenco e mi
ricordo bene che questa e’ la mia settima targa ma non so le
date…”.
Tanti gli ospiti, amici e colleghi, che si alterneranno con lei
nel programma (a cominciare da Caparezza “che e’ la mia passione
e va poco in tv” e poi Sigfrido Ranucci, Gennaro Esposito,
Willie Peyote, Fulminacci, Claudio Santamaria) ci saranno due
presenze fisse: “Uno – dice – e’ un giovane comico, Stefano
Rapone, con cui ci siamo piaciuti da subito, e’ una comicita’
totalmente diversa da quello a cui siamo abituati… Ha un’aria
dimessa, quasi sfigata ma e’ taglientissimo e mi ha fatto tanto
ridere. E poi Ilaria Gaspari, scrittrice e filosofa. I filosofi
sono spesso uomini e non giovanissimi, lei e’ giovane, bella e
simpatica e quindi ho fatto subito il suo nome per il programma.
Gli argomenti si alterneranno: da quelli piu’ leggeri, come il
World Pasta Day che si celebra il 25 ottobre, a quelli piu’ forti
come la morte del maratoneta etiope Abebe Bikila (sempre il 25
ottobre, nel 1973), che divenne campione olimpico correndo senza
scarpe e fu un personaggio importantissimo a livello sociale. Ma
non voglio dire di piu’ – chiude scherzando – perche’ io sono una
spoileratrice seriale. Nessuno vuol parlare mai di serie con me
perche’ a un certo punto, senza farlo apposta, io rivelo chi
muore…”.
Non si puo’ non parlare un po’ anche di Sanremo su cui la Mannoia
dice di “non sapere ancora nulla”. A chi le chiede se, dopo le
esperienze in tv, ha mai pensato alla conduzione del festival
risponde: “Devo dire la verita’ : oggi come oggi non escludo
niente. Ad esempio di fare l’attrice non mi passava neanche come
ipotesi lontanamente possibile. Eppure Michele Placido mi ha
chiamato per “7 Minuti” e l’ho fatto. Anche di fare la tv non
era nei miei pensieri, eppure me lo hanno proposto e mi sono
buttata e l’ho fatto. Perche’ no? Se me lo dovessero proporre ci
penserei, sarebbe un’esperienza anche quella”. La Mannoia dice
la sua anche sul limite dei 30 anni tra i cantanti di Sanremo
Giovani: “Pensa se fosse successo a me, che con Caffe’ nero
bollente nel 1981 ne avevo 29. Forse e’ la parola Giovani che e’
sbagliata, bisognerebbe dire Nuove Proposte. Perche’ se si hanno
delle proposte e delle belle canzoni, io non metterei nessun
limite”.
La Mannoia manda a dire la sua anche allo storico Alessandro
Barbero, che ha innescato una grande polemica con le sue parole
sulle donne meno “spavalde” e
“piu’ insicure” degli uomini: “Ci sono delle persone insicure ma
io ne ho conosciuti tanti anche di uomini insicuri, che sono i
piu’ pericolosi. Mi sembra una polemica stupida. Io le rifiuto
queste categorizzazioni. Forse, se lo devo dire, siamo un po’
meno attratte dal potere, piu’ gli uomini sono attratti dal
potere che poi e’ il motivo per cui fanno le cose che fanno.
Questo si’ “.
Nell’epoca dei “manel”, cioe’ i programmi di soli uomini al
microfono di una conferenza o di un meeting, e di quote rosa la
Mannoia specifica che nel suo programma non ci saranno questo
tipo di problemi: “Niente quote rosa, ci saranno tante donne e
tanti uomini. E magari in una puntata capitera’ che avro’ tutti
uomini e in un’altra tutte donne. Non mi sono fatta questo
problema onestamente, perche’ non siamo delle ‘quote'”.
E da marzo ripartono i concerti del tour teatrale “Padroni di
Niente”: “Spero con tutta me stessa – auspica la Mannoia – che
il 2022 sara’ l’anno delle grandi riaperture. Ed e’ la speranza di
tutti noi, siamo stati fermi piu’ di un anno e mezzo e siamo in
affanno. Speriamo che il Covid molli la presa e si indebolisca
come tutte le pandemie. Anche la Spagnola e’ durata tre anni ma
poi e’ passata…”.

 
 
 

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