M5S, camorra intercetta flusso abiti usati di Caritas, “scattano le misure cautelari”

“In Italia milioni di cittadini donano in buona fede i loro indumenti usati nei contenitori gialli o nelle parrocchie pensando che servano ai fini solidali perche’ persuasi dal prestigio della Caritas Ambrosiana. In realta’ buona parte delle donazioni di questi abiti finiscono per incrementare un traffico illecito dal quale i clan camorristici traggono enormi profitti”. E’ quanto dichiara il deputato M5S, Stefano Vignaroli, vicepresidente della Commissione di inchiesta sulle attivita’ illecite connesse al ciclo dei rifiuti che ha depositato un’interrogazione parlamentare. “L’economia mafiosa degli indumenti si muove sull’asse Prato-Ercolano-Tunisi, dove si concentrano le imprese che stoccano e smistano gli indumenti; ma la genesi di tutto e’ la diffusione capillare del sistema di raccolta su tutto il
territorio italiano”, spiega Vignaroli che chiede quali elementi disponga il governo in relazione al sistema illegale degli indumenti usati e quali iniziative intendano assumere al fine di monitorare il fenomeno. “L’intervento del Noe di Milano – si legge nell’interrogazione – ha messo alla luce non solo un traffico che ruotava intorno alla nuova Tessil Pezzame, azienda che operava proprio nel trattamento degli abiti usati, ma anche l’esistenza di un legame commerciale indiretto tra Caritas e l’organizzazione criminale colpevole dei delitti ambientali”. “Emblematico e’ il caso della cooperativa Vesti Solidale di Milano che negli ultimi anni ha destinato sistematicamente gli abiti raccolti a partner commerciali come Tesmapri e Nuova tessile Pezzami, entrambe coinvolte in inchieste sulla mancata selezione e igienizzazione. Di Tesmapri, in particolare, va messo in evidenza lo storico legame con il noto camorrista Vincenzo Ascione, attivo nella zona di prato e ora latitante in Tunisia. Negli ultimi mesi i Carabinieri del Gruppo per la Tutela dell’Ambiente di Milano, in Lombardia, Piemonte, Liguria e Campania, hanno eseguito diversi provvedimenti cautelari, oltre a perquisizioni e sequestri di beni a carico di appartenenti a una strutturata organizzazione criminale attiva”, conclude.

 
 
 

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