L’intervista: al Direttore Generale dell’Ospedale Cardarelli “Giuseppe Longo”

A Cura di Valentina Busiello: Eccellenza, il nuovo Direttore Generale, Giuseppe Longo, dell’Azienda Ospedaliera Antonio Cardarelli di Napoli. Afferma: Il Cardarelli, una realta’ importante, dai grandi volumi. Il Direttore Longo, e’ uno dei miglior manager sanitari d’Italia, reduce dell’importante Premio Internazionale Sebatia-Ter 2019, targa d’argento del Presidente della Repubblica, insignito nel corso della cerimonia all’auditorium del Conservatorio di San Pietro a Majella di Napoli. Direttore ci parla di questa nuova esperienza al Cardarelli, e soprattutto di questo bellissimo ed importante Premio ricevuto ? Effettivamente, e’ avvenuto all’inizio di quest’anno, mi e’ stato conferito il Premio Sebatia-Ter, quale appunto, miglior Direttore Generale, un Premio che ho ricevuto con enorme piacere, c’è stata un’accurata giuria, che mi ha individuato come vincitore, motivo anche questo di grande soddisfazione. Ora sono in una realta’ che considerato il Cardarelli a buon ragione il piu’ grande Ospedale del Mezzogiorno, ed e’ tra i piu’ grandi d’Italia, un’Ospedale che ha 1000 posti letto all’incirca, ed e’ considerato, nell’ambito della Rete, dell’Emergenza – Urgenza, il piu’ grande degli Ospedali, sia a livello Meridionale che Nazionale. Abbiamo uno dei piu’ grossi Pronto Soccorso d’Italia, con un altissimo numero di accessi, questo impegna tantissimo le risorse dell’Azienda, perche’, per far fronte alla continua domanda che viene dal Pronto Soccorso, e’ chiaro che debbono partecipare e farsi carico tutte le diverse Unita’ Operative che sono presenti nell’interno dell’Azienda. Quello che ho notato, e’ che non solo c’è una rilevante ed importante risposta all’Emergenza-Urgenza, ma anche al Cardarelli ci sono delle bellissime realta’, alcune di queste sono veramente delle Eccellenze, dei notevoli punti di forza, e questo lo abbiamo a partire da quelle che sono le Reti Tempo Dipendenti, la Cardiologia, l’Ortopedia, la Neurochirurgia, l’ictus. All’Azienda Ospedaliera Cardarelli, il Centro per l’ictus e’ aperto 24 ore su 24, e serve circa 3 milioni e mezzo di abitanti, questo ci fa’ capire non solo l’estensione del bacino, ma anche il numero di casi che arrivano. Abbiamo tutta una serie di discipline, sia mediche che chirurgiche, che sono di un altissimo livello, su moltissime attivita’. L’Ospedale Cardarelli e’ unico nell’interno della Regione Campania, a svolgere determinati livelli assistenziali, parliamo di una realta’ importante dai grandi volumi, il numero di attivita’ svolte e’ veramente alto, notevole, e sono i numeri a parlare. Uno degli aspetti negativi, che viene vissuto tra l’altro in negativo, e’ il numero di barelle, che da un mio punto di vista bisogna valorizzare fortemente. Oggi le barelle sono migliorate, hanno tutta una serie di confort, al centro del sistema ci deve essere il cittadino, e’ chiaro che il cittadino deve avere diritto alle migliori cure, ma anche al miglior confort che possiamo dare nell’interno dell’Ospedale, quindi il nostro sforzo dev’essere sicuramente quello di rendere queste barelle, migliori, e migliorare l’accessibilita’ all’’Umanizzazione al punto tale da far venir meno l’aspetto negativo che accompagna l’accoglienza sulla barella. Direttore, dalle sue parole si evince un grande senso umano, cosa ne pensa dell’Umanizzazione della Medicina ? Per me e’ un aspetto fondamentale, molti lo possono considerare un aspetto di contorno, quasi residuale, dove tutti immaginano che il fulcro, il cuore principale del processo terapeutico sia la cura, la prescrizione, l’aspetto tecnico professionale, ma secondo il mio punto di vista, la parte dell’Umanizzazione, della relazione tra Medico e il paziente, tra l’infermiere e il paziente, si fonda proprio sull’aspetto della qualita’ percepita, e questo diventa, dal mio punto di vista, un momento terapeutico, al valore per esempio: Come la pastiglia che fa’ guarire tipo un mal di testa, cosi’ una buona relazione con il paziente migliora non solo lo stato di salute, ma la percezione del paziente, e rende molto piu’ fluido, i rapporti nell’interno dell’Ospedale tra Medico e paziente. L’Ospedale deve essere la casa del cittadino, quindi da questo punto di vista l’accoglienza deve essere massima. Direttore Longo, si trova bene al Cardarelli a far parte di questa grande Azienda, ma soprattutto grande famiglia ? Sono stato accolto in maniera fantastica, soprattutto debbo fare i complimenti a tutti i professionisti, e la grande squadra del Cardarelli che lavorano ogni giorno con grande armonia e sinergia, li ho trovati preparati e pronti a lavorare in squadra, qualsiasi problema se riusciamo ad affrontarlo in maniera sinergica o con gli organismi ufficiali che abbiamo, il collegio di direzione, i direttori di dipartimento, oppure con gruppi di lavoro che vengono messi su’, e’ un grande contributo che si da’, alla possibilita’ di risolvere tutto il problema, il problema in questo caso ha la possibilita’ di essere osservato da piu’ punti di vista, piu’ rapporti, riflessioni, considerazioni, elementi che si hanno per trovare la soluzione. Sono una persona che lavora di squadra e per me questo è fondamentale.

 
 
 

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