L’emergenza babygang: Il lockdown genera dei mostri

Aumentano i reati dei minori e crescono le baby-gang, il fenomeno e la prevenzione I poliziotti e i carabinieri ogni weekend lanciano maxi controlli per monitorare le zone a rischio e per bloccare le baby-gang prima che entrino in azione.- E’ una degenerazione sociale. In tanti esaminano il fenomeno della violenza minorile. In primis magistratura e forze dell’ordine, che si trovano ad affrontare una miriade di bande giovanili, che semina il panico in diversi quartieri. Non è un caso se tré anni fa la Procura ha messo su una task force per affrontare l’emergenza baby-gang, dopo l’accolte 11 amento di Arturo in via Fona. Un gruppo di lavoro specifico per indagare sui reati commessi dai minori. E il procuratore lo ha detto a chiare lettere: “Quella struttura oggi ci permette di lavorare con più rapidità, con indagini più veloci . In pratica – sostiene Giovanni Melillo – gli inquirenti ora hanno molte gang già schedate negli archivi e questo facilita le ricerche e anche gli accertamenti delle forze dell’ordine. Ma la repressione – da sola – forse non basta. Lo ha detto anche la mamma di Arturo, Maria Luisa lavarone. Serve intervenire pure sul sociale. Il disagio tra i giovani viene da lontano. Dal basso. Dal bisogno di essere ascoltati. E l’isolamento per il Covid rende tutto più diffìcile. Un paracadute può essere la rete sociale, formata da chiesa, scuola e associazioni del territorio. Ma la scuola per ora è fuori gioco.

 
 
 

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