L’agriturismo: dopo lockdown, siamo pronti a ripartire

Dopo una primavera difficile a causa del lockdown, l’agriturismo italiano si prepara a ripartire con
le 24.000 aziende dedicate che fanno dell’Italia leader del
settore, con un totale di 253.000 posti letto e 442.000 a
tavola. Lo rileva la Coldiretti, che vede nell’agriturismo “la
vacanza ‘cult’ dell’estate 2020″.
Dopo aver raggiunto lo scorso anno la cifra record di oltre
14 milioni di pernottamenti, il comparto agrituristico italiano
“fa i conti con un pesante calo delle presenze e del fatturato
per la prima volta nella sua storia in Italia, dove e’ stato
regolamentato a livello statale nel 1985”, rileva la Coldiretti
in una nota. A pesare sono stati soprattutto “il lockdown
durante la primavera” e “l’assenza di turisti stranieri, che
rappresentano il 59% dei pernottamenti complessivi. La speranza
adesso e’ la ripresa estiva della domanda interna, fra soggiorni,
eventi e cerimonie, insieme al ritorno degli ospiti europei a
partire dai tedeschi, che sono la comunita’ di turisti stranieri
piu’ numerosa insieme a olandesi, francesi”.
Gli agriturismi, prosegue la Coldiretti, “sono forse i
luoghi dove e’ piu’ facile garantire il rispetto delle misure di
sicurezza per difendersi dal contagio fuori dalle mura
domestiche” e a far scegliere l’agriturismo nell’estate 2020,
conclude, “e’ certamente l’opportunita’ di conciliare la buona
tavola con la possibilita’ di stare all’aria aperta avvalendosi
anche delle comodita’ e dei servizi offerti, dallo sport ai
percorsi archeologici o naturalistici. Per il presidente di
Terranostra, Diego Scaramuzza, “in quasi due comuni italiani su
tre sono presenti strutture agrituristiche, con una netta
prevalenza dei piccoli comuni dove nasce il 92% delle tipicita’
agroalimentari Made in Italy”.

 
 
 

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