La Zeppola e tiella: un mito della pasticceria tradizionale della Campania

La Regione Campania ha inserito tra le nuove acquisizioni, in totale 17, due piatti tipici del territorio di Paduli: la «zeppola padulese» e la «tiella padulese». Enorme soddisfazione da parte del sindaco Domenico Vessichelli per il riconoscimento. «La valorizzazione dei prodotti tipici – afferma il primo cittadino rientra nel più ampio progetto di tutela della cultura e della tradizione popolare padulese. Come amministrazione vogliamo partire da questi valori per costruire una solida identità dell’intera comunità, importante risorsa per l’economia locale basata sul turismo culturale, religioso e gastronomico”. Nella tradizione culturale dei padulesi le zeppole erano legate alle festività del Natale («’e zeppule e Natale»). La zeppola si presenta in una forma allungata di colore dorato, della lunghezza di 15-25 centimetri. Si impasta la farina di grano duro (saraolla) con lievito madre, acqua e sale. L’impasto avviene nella fazzatora (contenitore in cui si lasciano lievitare). Poi si inizia a friggere. Si prende un pezzetto di impasto e lo si allunga con le mani, quando è abbastanza lungo si immerge nell’olio d’oliva bollente, contenuto in una tiella collocata possibilmente sul fuoco del camino. La tiella padulese è un prodotto che prende il nome dalla «tiella» (recipiente in rame in cui viene preparato per essere poi cotto su fuoco di camino) ed è preparato fin dai tempi antichi in occasione della macellazione dei maiali. In pratica è la carne della testa del maiale, con patate e peperoni sotto aceto. Per la preparazione si lascia soffriggere la carne di maiale tagliata a pezzi in poco olio, con gli odori, l’aglio e il lardo, a metà cottura viene aggiunto il vino e si lascia rosolare. Vengono fritte a parte le patate tagliate a spicchi, stesso procedimento per i peperoni. Quando la carne è cotta si uniscono i vari ingredienti in una grande padella , si riscalda tutto con un’ultima rimestata. Oggi, grazie ad una nuova consapevolezza dei consumatori sull’importanza di una corretta e sana alimentazione, il patrimonio enogastronomico è tornato alla ribalta. Anche il presidente dell’Associazione allevatori Campania e Molise Davide Minicozzi, che ha seguito l’iter ha espresso grande soddisfazione in merito. «Un riconoscimento storico per due prodotti agroalimentari della tradizione contadina Padulese – spiega, anche come presidente della Pro loco di Paduli- dopo un iter che ha visto impegnati diversi attori – Comune, Pro loco . Coldiretti – per raggiungere un obiettivo comune. Ora è nostro dovere valorizzare questi prodotti con una manifestazione a cadenza annuale. Metteremo in piedi una nuova sagra che ci vedrà proiettati nel dopo Covid con il rilancio turistico della nostra comunità.

 
 
 

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