La Scozia non ha mancato mai di affascinare gli amanti del nord Europa grazie alla natura selvaggia delle sue terre e ai suoi paesaggi sul mare: panorami spettacolari che ti catapultano in quello che sembra un mondo lontano, fuori dal tempo. Negli ultimi anni la parte settentrionale dell’isola britannica sta conoscendo un boom di turisti, soprattutto dagli Stati Uniti, grazie alla rappresentazione dei suoi scenari spettacolari in molte serie tv scozzesi esportate con successo negli USA.

C’è sicuramente una cosa che accomuna americani e scozzesi: la produzione di buon whisky. O meglio, per mettere i puntini sulle i, c’è whisky e whiskey: la differenza nel modo in cui si scrive determina la provenienza d’origine. Il whisky è scozzese, il whiskey americano (spesso associato in maniera generica, anche se erronea, al bourbon del Kentucky). Fondamentalmente, parliamo dello stesso prodotto: un distillato a base di orzo, acqua e lievito. Ma il whisky scozzese può fregiarsi di quella denominazione d’origine che lo rende così pregiato e ricercato: quella di scotch whisky.

In Scozia si contano dozzine di distillerie, e un viaggio on the road alla scoperta dell’antico metodo di produzione del whisky è un viaggio alla scoperta di uno dei retaggi culturali più sentiti dagli scozzesi. Non bisogna infatti essere appassionati dello spirito, o fini intenditori, per poter apprezzare i tour che molte delle distillerie organizzano per i turisti. Una visita guidata a una distilleria scozzese ci dà infatti anche una panoramica generale sulla cultura e le abitudini delle popolazioni scozzessi, e sui loro legami commerciali con il resto del mondo.

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