La Festa di Sant’Antuono: suoni e ritmi tra sacro e profano

Millecinquecento bottari su venti carri raffiguranti il maligno suonano a percussione ritmi che
sono parte vitale di una comunita’ che non ha mai rinunciato alla
propria tradizione. La Festa di Sant’Antuono di Macerata
Campania (Caserta), su cui l’Universita’ della Campania ha
preparato un dossier che dovrebbe presto portare alla
presentazione della candidatura nella lista dei beni immateriali
Unesco, e’ qualcosa di piu’ di un rito folcloristico.
La Festa, sottolineano gli organizzatori, e’ un impegno che
dura tutto l’anno e che coinvolge l’intera comunita’ ; gia’ il
giorno dopo la fine della festa (il 17 gennaio) si lavora per
l’anno successivo, a febbraio e marzo c’e’ il disfacimento dei
carri, in primavera si procede alla progettazione, che dura fino
all’estate, per l’edizione dell’anno dopo, mentre da settembre
ci sono i lavori di preparazione dei carri, e a novembre e
dicembre le prove musicali. Una festa che e’ un susseguirsi di
attivita’ tra aspetti religiosi e pagani, a cui partecipano come
bottari anche decine di persone provenienti dai comuni vicini.

 
 
 

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