Intervista a Paolo Giulierini: direttore del Museo Archeologico Nazionale di Napoli

A Cura di Valentina Busiello: Eccellenza , il Direttore del MANN, Paolo Giulierini, per parlare del Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Si sta configurando come eccellenza nell’ambito dei modelli di gestione del patrimonio culturale italiano. Alcuni traguardi confermano questo primato: nel 2017, il MANN è stato premiato da Artribune come Migliore Museo d’Italia; nel 2018, è stato Paolo Giulierini ad essere riconosciuto dalla rivista come migliore Direttore.
In che modo è stato possibile raggiungere questi risultati? Poche domande, poste al Direttore Giulierini in un colloquio informale, per capirlo.

Una parola per sintetizzare la Sua azione come Direttore del MANN.
Connessione è la parola chiave. Quando sono arrivato a Napoli per la prima volta (era l’ottobre del 2015) non nascondo di aver provato un po’ di timore: come confrontarmi con un’istituzione tanto prestigiosa e conosciuta in tutto il mondo? Da subito, mi sono prefissato l’obiettivo di provare a cambiare il volto del Museo, senza snaturarlo: il Museo doveva restare, naturalmente, lo straordinario luogo dove ammirare i capolavori della Collezione Farnese, così come i tesori provenienti da Pompei ed Ercolano, ma, allo stesso tempo, doveva entrare in dialogo con la città. Non è provocatorio dire che il Museo aveva (ed ha) l’ambizione di “uscire fuori di sé”, venendo a contatto con il pubblico potenziale e, perché no, con il non pubblico. In tal senso, era indispensabile rivolgersi ai turisti ed ai cittadini con i nuovi linguaggi della comunicazione: dal fumetto al videogioco, dalla riproduzione delle opere d’arte in luoghi simbolo della città (ad esempio, l’aeroporto di Capodichino) ai laboratori con i più piccoli. Una delle prime esperienze per parlare ai napoletani del MANN è stata, nell’ambito del progetto universitario “Obvia”, l’edizione di un volume di Erri de Luca, che raccontava il Museo: dalla letteratura all’arte, per una vera e propria festa della cultura. Da allora, il percorso compiuto è stato lungo: eppure, ricordare i primi successi è un modo per continuare a far bene nel futuro.
Parlando di successi, da ieri ad oggi, proviamo a tracciare il cammino del MANN… Non amo fare una graduatoria tra le attività del MANN, ma ci sono, nel passato recente, tappe simbolo della vita del Museo: dalla riapertura della Sezione Egizia e di quella Epigrafica, per presentare al pubblico capolavori straordinari in nuovi allestimenti sostenuti da solidi progetti scientifici, alla programmazione di mostre dal particolare rilievo artistico e culturale. Penso all’esposizione “Canova e l’antico”, che ha coronato un progetto di cooperazione internazionale con l’Ermitage di San Pietroburgo: il MANN, in tre mesi di programmazione, ha coinvolto 300mila visitatori, accorsi da tutta Italia per ammirare capolavori come “Le Tre Grazie”, “Amore e Psiche stanti”, “Ebe”, “Danzatrice con le mani sui fianchi”. Eppure, oltre i numeri, oltre il riconoscimento conferito ad un lavoro di squadra che ha unito Napoli e San Pietroburgo, mi è rimasta un’emozione profonda: vedere tanti ragazzi farsi selfie davanti alle statue di Canova. La cultura può proporre modelli diversi di vita.
Prima dell’estate, il Museo ha cambiato volto, tra la riapertura della collezione Magna Grecia e la caffetteria… La collezione Magna Grecia, ripresentata al pubblico dopo oltre 20 anni, è una delle punte di diamante della proposta espositiva permanente del MANN: non soltanto sono visibili 400 preziosi reperti, che ricostruiscono la dinamica insediativa, sociale e culturale dell’Italia magnogreca, ma il pubblico può camminare, con appositi copriscarpe, su pavimenti e mosaici provenienti dalle città vesuviane. Un viaggio nel viaggio, dunque, per vivere una storia di integrazione artistica, che ha reso grande il Mezzogiorno.
Sempre nello scorso luglio, il MANN ha conosciuto un’altra piccola, grande rivoluzione: è stata aperta la caffetteria, punto di relax e ristoro per i visitatori. La volontà della Direzione è che il Museo diventi sempre più un luogo dove incontrarsi, vivendo l’arte e, perché no, gustando prodotti a km zero della tradizione enogastronomica campana.

Uno sguardo verso il futuro: cosa proporrà il MANN ai turisti nel 2020?

Il MANN sarà un Museo sempre più inclusivo e dinamico: restituiremo al pubblico il terzo Giardino, nominato della Vanella, e dalla primavera 2020, sarà aperta l’ala del Braccio Nuovo dedicata all’Auditorium e ristorante. Da non perdere, il riallestimento, nel febbraio 2020, della sezione della Preistoria: si completerà, dunque, la fisionomia complessiva di un Museo, che è custode del patrimonio antico in tutte le sue espressioni storiche. Anche nel prossimo anno, infine, saranno proposte grandi mostre: da “Thalassa” (dicembre 2019/marzo 2020), dedicata all’archeologia subacquea, alla ricostruzione delle Grotte di Lascaux (da febbraio 2020), dagli Etruschi (da febbraio 2020) ai Gladiatori (da aprile 2020, con prima tappa, a fine 2019, a Basilea). Un’offerta variegata, destinata a diversi tipi di pubblico; ed una conferma: la vocazione internazione e multidiscipilinare del MANN. Pensate per le scuole, le esposizioni sul cambiamento climatico (ottobre 2019/maggio 2020) e la World Press Photo Exhibition (ottobre/novembre 2019).
Si ringrazia per la gentile collaborazione l’ufficio stampa Mann, la Dottoressa Antonella Carlo.

 
 
 

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