Infanzia: assistenti sociali, piu’ risorse e formazione

Investire sulle infrastrutture e sui professionisti del sociale, sulla perequazione tra i territori, sulla formazione degli assistenti sociali, su un sistema informativo nazionale per monitorare il fenomeno dei minori fuori famiglia. Sono donna 1alcune delle proposte contenute nella relazione di Gianmario Gazzi, presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine degli Assistenti sociali, ascoltato oggi, nell’ ambito dell’indagine sui minori “fuori famiglia”, dalla Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza. Secondo la presidente della Commissione, Maria Vittoria Brambilla, “occorre un profondo ripensamento nel sistema della spesa sociale del nostro Paese. E’ evidente che non si puo’ fare seriamente prevenzione affidando interi territori a un assistente sociale precario e senza appoggio”. Gazzi ha sottolineato ad esempio che a Caivano, il Comune campano dov’e’ scoppiato un grave caso di pedofilia, mancavano assistenti sociali. “Sono frequentissimi bandi per incarichi di 3-4 mesi, ultimamente, e non e’ uno scherzo, anche a titolo gratuito, il che, com’e’ ovvio, non e’ ammissibile. Inoltre appare inadeguata la formazione imperniata sulla laurea triennale, per
una professione che richiede altissima specializzazione ed esperienza. Per non parlare del forte rischio personale, di aggressioni fisiche o verbali, contro figure troppo spesso additate dai media come ‘nemici’ della famiglia”. “Una rappresentazione scorretta dei servizi – conclude Gazzi – puo’ anche portare ad una fuga dai diritti: non chiedo aiuto
perche’ temo che mi portino via i figli. Chi e’ in difficolta’, quindi, rischia di ritrovarsi sempre piu’ solo”. Di qui
l’esigenza di investimenti mirati sui servizi sociali, di una riforma della professione, di costruire un sistema informativo
nazionale sui minori fuori famiglia, di favorire l’affidamento familiare anche per i minori stranieri non accompagnati.
“Richieste che vanno senz’altro accolte – ha detto Brambilla – e  di cui il governo dovrebbe tener conto nella formulazione delle sue politiche in materia

 
 
 

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