Gucci lancia Vault, il vintage diventa mainstream

“Il vintage e’ sempre stato un mondo Underground, per fissati ossessivi, invece e’ interessante che
diventi mainstream”: cosi’ Alessandro Michele spiega perche’ e’
nato Vault, lo store on-line dove Gucci vendera’ capi del passato
del marchio personalizzati dallo stesso direttore creativo
insieme a proposte di giovani talenti.
“È un contenitore concepito come un multibrand che quasi non
esiste piu’ – spiega Michele nello spazio allestito all’arco
della pace durante la fashion week milanese – Ho pensato di
farlo online in modo che tutti ci possano andare, era bello
creare un territorio completamente aperto. Il progetto e’ nato
dalla ricerca di cose belle che pratico nella mia vita privata e
che forse ha reso Interessante il mio lavoro”. “Passo la vita
cercando – racconta ancora il direttore creativo di Gucci – e
Vault e’ nato per cercare di espandere un laboratorio, per creare
qualcosa dalla passione per il vintage che caratterizza il mio
percorso: per me e’ un regalo e sono contento che l’azienda ne
sia entusiasta”. Per cercare i pezzi vintage sono stati usati
vari canali, dalle aste ai venditori privati: “e’ un lavoro
infinito perche’ il passato e’ infinito”.
Fin dall’inizio dell’impegno come direttore creativo della
griffe della doppia G, Michele ha esplorato e recuperato il
passato alla luce del presente: “tengo tutto insieme, sembra la
mia specialita’ ma e’ condivisa, solo che io la manipolo: le cose
presenti – riflette Michele – sono appartenute al passato e
forse prefigurano il futuro. Per quanto mi riguarda fingo di non
avere l’orologio per lavorare bene. Viviamo un pezzo di passato
anche camminando per le strade, e’ l’unica passerella che abbiamo
e oggi abbiamo capito che non e’ una colpa”. In questo senso la
riflessione di Michele e’ che “la moda ha paura di dire che
esiste e ha uno spessore, invece ha un un grande potere. Il
peccato originale della moda e’ che non e’ arte, ha una dignita’
limitata perche’ la vendi, ma io non sono d’accordo, per me e’ una
manipolazione che produce una relazione con la vita, ha una
grande capacita’ di narrazione insita nel suo DNA e per questa
sua capacita’ mi piacerebbe che non fosse declassata. Forse per
altri ambienti e’ frivola invece per me e’ leggera ma seria”.
Se per molti Il passato e’ in contraddizione con il presente
“per una sorta di attitudine post-bellica di ricostruzione, io
vivo il presente e il passato insieme” dice ancora Michele che
durante la pandemia aveva lanciato un invito a cambiare i tempi
della moda che lui ha rispettato per primo. Ora dice che “la
verita’ e’ che le cose ti succedono davanti e mi e’ tornata voglia.
Quando torneremo, e ho pensato che lo faremo presto, credo che
comunque le cose saranno diverse, come quando una relazione
finisce male e poi la riprendi sapendo che non avrai voglia di
rifare gli stessi sbagli”. “Ho voglia – conclude – di rivedere
lo show e le persone”.

 
 
 

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