«Forcella strit», Abel Ferrara e l’umanità del quartiere popolare partenopeo

Forcella strit è uno spettacolo nello spettacolo in tre movimenti, dentro uno dei quartieri più emblematici di Napoli, ambientato tra la fine del XX e l’inizio del XXI secolo. Con il testo di Maurizio Braucci e le canzoni di Nino D’Angelo,il regista italoamericano porta in scena il dramma in musica che racconta il cuore di Napoli Dallo scudetto del 1987 al 2007, vent’anni di una storia d’amore

Liberamente ispirato a Our Town di Thornton Wilder, Forcella strit racconta di una compagnia di giovani attori che mette in scena una bizzarra commedia musicale seguendo le indicazioni di un misterioso direttore.
Tra un quadro e l’altro, mentre i personaggi vivono o perdono i loro amori, gli attori cercano di interloquire con il pubblico e ragionare con lui sulla messa in scena, all’insegna del motto «Ad bene agendum nati sumus», «Noi siamo nati per fare il bene», inciso sullo stemma del quartiere Forcella.
L’ultima volta che feci la regia di un’opera teatrale, la sceneggiatura fu di un grande drammaturgo americano e il debutto avvenne qui a Napoli.
Adesso torniamo al teatro Trianon Viviani a Forcella con un dramma originale del mio collaboratore e sceneggiatore, Maurizio Braucci, insieme al nostro amico geniale Nino D’Angelo, il direttore artistico del teatro e l’uomo responsabile di aver fatto confluire il tutto.
Il dramma Forcella strit si concentra sulle persone semplici del quartiere e non su quelle che cercano di comparire in prima pagina. È un modo di guardare la vita quotidiana dalla nascita fino a oltre la morte, attuato da persone che hanno accettato il loro quartiere e non hanno nessun desiderio di lasciarlo o di elevarsi al di sopra di esso, desiderando invece di essere il tessuto della città.
Della “napoletanità” Maurizio tesse una veduta che è moderna e cinica ma anche toccante, guardando nello specifico la classe operaia del centro città e il modo in cui ci si inventa il lavoro qui.
Attori giovani di tutta Napoli sono stati scelti per interpretare e aiutare a creare il dramma qui al Trianon a Forcella. Le stesse strade e persone non attori della zona diventano parte del dramma.
La musica è puro Nino D’Angelo, ma sarà eseguita dal vivo dal suo musicista Massimo Gargiulo e rielaborata e fatta parte integrante dello spettacolo da Nino stesso.
Io ho fatto la regia insieme a Raffaele Di Florio con l’aiuto del mio assistente di lunga data, Jacopo Gonzales.
Il ritorno a un ambiente così potente, dopo nove anni in cui non ho lavorato a Napoli, è stato per me molto dinamico. In quanto nipote di un emigrato italiano di Sarno con famiglia e molti amici qui, l’esperienza è più che speciale.
Molto belle le musiche e le canzoni di Nino D’Angelo bravissimo direttore artistico dello storico teatro
atto I
• Teng’ ‘o sole
• Ciucculatina d’ ‘a Ferrovia
atto II
• Cafè, cafè
• Quale ammore
atto III
• Mamma Preta

A cura di Pino Attanasio

 
 
 

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