Fatebenefratelli:Stress da lavoro per 6 mln italiani, soprattutto donne

Forti pressioni lavorative, barriere culturali che rendono la carriera piu’ impegnativa, retribuzioni inferiori a quelle dei colleghi maschi, il tutto da conciliare con la vita quotidiana e il ruolo di ‘caregiver’ all’interno della famiglia. Sono i fattori che portano 3,2 milioni di donne a soffrire di stress e disagi psichici correlati al lavoro, secondo quanto diffuso dalla Asst Fatebenefratelli Sacco in occasione della Giornata Mondiale della Salute Mentale, prevista per il 10 ottobre. Piu’ in generale sono 6 milioni gli italiani, tra uomini e donne, che soffrono di stress da lavoro su un totale di 28 milioni di persone impiegate: in media, una su cinque. Tra le   3,2 milioni di donne “circa 1 milione soffre di una condizione clinicamente rilevante e meritevole di una attenzione specialistica come disturbi d’ansia, insonnia e depressione, mentre le restanti 2,2 milioni hanno disturbi transitori”. Le piu’ vulnerabili sono le donne giovani, “complici anche le alterazioni ormonali legate ad esempio a gravidanza e puerperio, e quelle che lavorano a contatto con il pubblico”. Secondo alcuni studi, il 25% del totale delle giornate di lavoro perse e’ legato alla depressione, mentre il 25-50% delle persone depresse manifesta un evidente calo di produttivita’ lavorativa. Altre ricerche avevano dimostrato che “l’assenza di lavoro e il precariato sono associati a un maggior rischio di depressione, e che alcune situazioni negative in ambito lavorativo abbiano un significativo impatto sulla salute mentale”, compresi fenomeni di “bullismo” in ufficio. “Sono dati che spaventano – spiega il presidente dellaSocieta’ Italiana di Psichiatria, Bernardo Carpiniello – perche’il lavoro, che per anni e’ stato fonte di reddito, di prospettive familiari e di realizzazione di sogni, diventa nelle forme attuali causa di problemi e di patologie mentali. Con costi sociali umani altissimi”. I costi sono stati stimati in Europa nell’ordine dell’1% del Pil “e quindi risultano fondamentali le azioni di prevenzione collettiva, counselling, problem solving e le attivita’ di promozione della salute all’interno delle imprese e nei luoghi di lavoro”, spiegano gli esperti del Fatebenefratelli. “Tutto questo ha un effetto pesantissimo – ha concluso Claudio Mencacci, direttore del Dipartimento Salute Mentale al Fatebenefratelli Sacco – poco conta che lo si definisca frustrazione o demotivazione, ansia o depressione, esaurimento. Questo disagio radicato che tende a sfociare nel clinico solleva una questione urgente: l’ambiente lavorativo va riformulato in una nuova ottica. Un punto di vista che sia finalmente capace di contenere e realizzare appieno il tesoro della diversita’ tra uomini e donne, invertendo il corso di questa strada finora davvero in salita”.

 
 
 

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