Dieta chetogenica, quando il cibo diventa cura

E’ nata come cura per l’epilessia, ma viene utilizzata anche in campo neurologico, e non solo in caso di obesita’, sovrappeso e malattie metaboliche, per combattere l’emicrania o sostenere terapie per alcune malattie degenerative, come Sla, Parkinson, Alzheimer, autismo. E ancora in Oncologia, come supporto alla radio e chemioterapia. E’ la dieta chetogenica, basata su proteine e verdure con corretti apporti proteici. A utilizzarla e’ il nuovo ambulatorio di Dietologia di Humanitas Cellini diretto dalla dottoressa Daria Bongiovanni, dietista dell’Ospedale Humanitas Gradenigo. Se ne e’ parlato all’incontro ‘Siamo cio’ che mangiamo? Il cibo diventa cura’ per i ‘Martedi’ Salute’ con gli specialisti di Humanitas Gradenigo, fra cui il dottor Mohammad Ayoubi, responsabile di Gastroenterologia ed Endoscopia digestiva di Humanitas Gradenigo.
“Il mondo delle diete – spiega la dottoressa Bongiovanni – e’ troppo spesso lasciato nelle mani dell’improvvisazione, del fai da te o, peggio, di persone prive di adeguata competenza. Occorre invece tenere presente che la dieta e’ una vera e propria terapia, con controindicazioni che non si possono ignorare, e che va a innestarsi sulla diagnosi clinica fatta dal medico”. Una dieta deve essere quindi “sicura per la salute, basata su evidenze scientifiche, prescritta da uno specialista, monitorata nel tempo, formulata sulle esigenze cliniche e di vita del paziente – sottolinea -. Dobbiamo essere noi stessi al meglio, non una persona che il nostro organismo non puo’ essere”.
La dieta chetogenica, spiega ancora, “favorisce la produzione di corpi chetonici, sostanze che l’organismo produce in modo naturale quando si trova in condizioni particolari e che rappresentano benzina eccezionale per muscoli, cuore e cervello, permettendo una liposuzione naturale con assenza di appetito e uno stato di benessere”. Basata su forti evidenze scientifiche e validata nel 2015 dalla European Food Safety Authority, risulta efficace in campo metabolico perche’, sostiene Bongiovanni, “produce un dimagrimento selettivo che agisce sui grassi dell’organismo senza intaccare la massa magra e per via dell’assenza di fame e stanchezza. E’ a basso contenuto calorico – conclude – e favorisce un dimagrimento rapido. E’ comunque una terapia a tempo ed e’ seguita da transizione, con reintroduzione
di carboidrati in modo progressivo, e mantenimento”.

 
 
 

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