Cucina italiana all’estero, il numero 1 e’ a Copenaghen

I giovani volti dell’autentica cucina italiana all’estero e le tendenze dei consumatori internazionali che scelgono un ristorante italiano (dal vino consumato al bicchiere, alle pizzerie con maxi carte di vini e sommelier in sala), sono narrate nella nuova guida “Top Italian Restaurants”, presentata ieri al Chorus di Roma dal Gambero Rosso. La guida, digitale e in inglese (www.gamberorosso.it/restaurants), premia come ‘Chef dell’Anno’ il casertano Alessandro Cozzolino, executive chef del “Grissini Grand Hyatt Hong Kong”. “Era Ora”, ristorante stellato dal 1997 a Copenaghen, e’ il ‘Ristorante dell’Anno’, con l’executive chef Antonio di Criscio. Il locale del piu’ celebre pizzaiolo di Parigi, Gennaro Nasti, il “Bijou”, si aggiudica la palma di ‘Pizzeria dell’Anno’. “Il nostro magazine – ha detto il curatore Lorenzo Ruggeri – svela la ‘young generation chef’. Tutti i premiati hanno meno di 35 anni, non vogliono cucinare i soliti piatti noti ed esprimono freschezza e creativita’, ma anche forti radici”. Con “O’ Scarpariello”, ha detto Cozzolino, “porto mamma e una sua pastasciutta al sugo a Hong Kong”. Da Secondigliano a Parigi, Nasti propone in pizzeria 150 etichette Doc e sforna la Montarina al ragu’ antico, come si faceva prima della guerra, con la ricotta di bufala a evocare la napoletanita’ del piatto. Di Criscio omaggia la sua compagna selezionando gli ingredienti da lei preferiti, come la base di liquirizia nel piatto ‘Love Is in the Air’. Al momento “sono 300 le schede inserite – ha precisato il presidente del Gambero Rosso, Paolo Cuccia – ma l’app e’ in continuo aggiornamento, per monitorare una realta’, quella della ristorazione italiana nei cinque continenti, che cambia a una velocita’ incredibile. Per questo e’ in formato digitale, con l’obiettivo di recensire mille indirizzi Top, da fine dining, enotavole e pizzerie, entro due anni”. Criterio di scelta e’ la qualita’ del prodotto, avendo constatato che negli ultimi cinque anni la logistica e’ stata rivoluzionata e si hanno tipicita’ made in Italy in qualsiasi
angolo del mondo.
“Oggi – a giudizio del team di critici gastronomici – e’ piu’
facile mangiare bene italiano a Tokyo e a Copenaghen che nelle
vicine Germania e Svizzera, dove spesso ci si reinventa chef con
produzioni ‘Italian sounding’. Tra i prodotti italiani piu’ in
voga, la ‘nduja calabrese per dare piccantezza, mentre si fa
anche grande uso di burrata, ma spesso questa specialita’
pugliese e’ bistrattata”.
“Top Italian Restaurants – ha concluso Cuccia -, nasce con
l’esigenza di premiare i portavoce del made Italy nel mondo, e
contribuire a internazionalizzare il sistema-Paese. Inoltre, con
l’utilizzo intelligente della nostra banca dati, con 50mila big
data, segna una pagina nuova per il Gambero Rosso, che vuole
trasformare in digitale anche la formazione a distanza”.

 
 
 

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