Coronavirus: anche i criminali in quarantena,crollo dei reati

Il Coronavirus tiene in quarantena anche i criminali. Dall’1 al 25  marzo i reati hanno subito
infatti un crollo del 64% (quasi centomila in meno) rispetto
all’analogo periodo del 2019. E calano anche le denunce per chi
si sposta senza motivi validi (ieri sono state 5.800 contro le
11mila sabato scorso). Intanto, l’entrata in vigore del nuovo
decreto che introduce una stretta nelle sanzioni, cambia ancora
una volta – la quarta in pochi giorni – il modulo per
l’autocertificazione. Per il capo della Polizia, Franco
Gabrielli, le forze dell’ordine sono impegnate in una
“battaglia” che ha l’obiettivo di “spezzare le catene del
contagio, perseguendo i furbi”.
Tra gli italiani chiusi in casa, dunque, ci sono anche i
malviventi, come evidenzia il report sulla delittuosita’
elaborato dalla Direzione centrale della polizia criminale del
Dipartimento della pubblica sicurezza e pubblicato su sito del
ministero dell’Interno. Il calo di reati tra l’1 ed il 25 marzo
(52.596 contro 146.762 nel 2019) e’ particolarmente netto per
alcuni: sfruttamento della prostituzione (-77%), violenze
sessuali (-69%), furti in genere (-67,4%), furti in abitazione
(-72,5%), furti con destrezza (-75,8%), rapine in uffici postali
(-73,7%). I maltrattamenti in famiglia fanno registrare una
diminuzione inferiore rispetto ad altri reati (-43,6%). Anche i
furti e le rapine alle farmacie denotano un decremento inferiore
rispetto ad altri reati predatori (-13,8% e -24,6%).
Gli unici reati col segno piu’ sono l’usura (+22,2%), i
sequestri di persona a scopo estorsivo (+83,3%) e i sequestri di
persona per motivi sessuali (+66,7%). Tra le regioni col
maggiore calo della delittuosita’ ci sono Lombardia, Veneto, le
prime ad aver adottato le misure limitative della liberta’ di
circolazione. Tuttavia, la Lombardia e’ in testa per numero di
delitti nel periodo 1-22 marzo 2020 (8.541), sebbene rispetto
all’analogo periodo del 2019 (28.476) si segnali un calo del
70%. Ci sono poi altri reati in controtendenza, quelli on line,
come segnala la Polizia postale: dall’adescamento dei minori
alle truffe al cyber crime, tutti favoriti dal lungo tempo
passato in casa davanti ad un computer.
Le forze dell’ordine, comunque, sono tutt’altro che
disoccupate. Dall’11 al 25 marzo hanno controllato ben 2,6
milioni di persone e 1,2 milioni di esercizi commerciali per
verificare il rispetto delle prescrizioni anti-uscite: in
120mila sono stati denunciati. Da oggi ai trasgressori non viene
piu’ contestato l’articolo 650 del Codice penale; rischiano
invece una sanzione amministrativa che va da 400 a 3mila euro,
Per chi ha violato le norme prima dell’entrata in vigore del
decreto 19 si applica la nuova sanzione amministrativa, ma nella
misura minima ridotta della meta’, cioe’ 200 euro. Ed il decreto
ha portato al quarto cambio del modulo per l’autocertificazione,
suscitando commenti ironici sul web. Gabrielli taglia cortO:
“cambiano le disposizioni e noi dobbiamo aggiornarlo, anche per
intercettare” i quesiti che arrivano dai cittadini. La nuova
versione ammette per positivi al Covid e quarantenati gli
spostamenti decisi dalle autorita’ sanitarie; considera anche le
disposizioni emesse dalle Regioni e specifica le situazioni di
necessita’ che giustificano lo spostamento.

 
 
 

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