Casaro si diventa con una formazione DOP: nasce la prima Scuola specifica del Sud, in un settore giovane preferito dalle donne

Nasce la prima Scuola lattiero-casearia al Sud, dedicata prioritariamente alla formazione DOP degli operatori della Mozzarella, quali imprenditori del futuro
“Il Consorzio di Tutela della Mozzarella di bufala campana Dop nel sistema regionale colma un gap del Mezzogiorno” teresa-1– afferma l’assessore regionale alla Formazione, Chiara Marciani, nella sua presentazione della neonata prima Scuola di formazione in Italia, realizzata e gestita da un Consorzio di Tutela, i cui corsi – i primi – partiranno a fine anno. “Questo accreditamento apre le porte a una formazione Dop, di alta qualità per insegnare sul campo ai nostri giovani un mestiere antico ma straordinariamente affascinante come quello del casaro” – sottolinea Marciani.
Giovani, formazione, ricerca e innovazione tecnologica: ecco gli asset strategici per l’ulteriore crescita del settore della mozzarella Dop. Un ambito giovane e prioritariamente femminile, giacché secondo gli ultimi dati, oltre un lavoratore su tre ha meno di 30 anni ed è donna.
Tra gli obiettivi primari, creare i casari del futuro, coinvolgendo le nuove generazioni e trasmettendo loro una teresa-2tradizione che risale al XII secolo, le cui badi sono tuttora il sapere, la tecnica e l’artigianalità
Altro scopo basilare è quello di fornire un adeguato supporto per l’aggiornamento dei dipendenti dei caseifici, promuovendo dal marketing all’export una soddisfacente formazione delle figure professionali di una moderna filiera produttiva.
In occasione dell’assemblea annuale del Consorzio di Tutela, nella sede consorzile, è stato illustrato il progetto, realizzato con la Regione Campania.
Nelle Regie Cavallerizze della Reggia di Caserta, il Consorzio ha promosso il claim “Mozzarella Dop 4.0”, con il quale evidenzia l’avvio di una nuova era per il più importante prodotto a marchio Dop del Mezzogiorno d’Italia.
teresa-3“Nel 2017, in un mondo sempre più globale, questa filiera non è solo più l’immagine quasi ancestrale del lavoratore che munge una bufala e poi produce mozzarella, ma è una filiera fatta di imprese all’avanguardia, che sanno guardare al mercato e al mondo – afferma il presidente del Consorzio di Tutela, Domenico Raimondo – Dalla zootecnia fino alla produzione: tutti gli anelli della filiera hanno bisogno di studi e approfondimenti per un approccio sempre più al passo con i tempi. Questa è la sfida che lanciamo oggi. La formazione va vista in un’ottica moderna”.
“Questo organismo oggi è di esempio per il ruolo di traino e di attrattore sul territorio che è riuscito a conquistarsi, rinsaldando l’identità culturale e diventando motore di sviluppo” – sostiene il dirigente del ministero delle Politiche agricole Luigi Polizzi.
teresa-4Per il sindaco di Caserta Carlo Marino assumono un’importanza rilevante la rete territoriale e la formazione che sarà al centro di un’altra iniziativa su San Leucio, dove in parallelo e sinergia con questa esperienza. Daremo vita anche alla scuola degli antichi mestieri per non disperdere il patrimonio di competenze sulla seta. Così questa terra costruisce il suo domani”.
“La chiave per il successo futuro è creare professionalità adeguate in un settore, quello lattiero caseario, dove non si può più improvvisare, anche per dare risposte sempre più puntuali e stringenti al tema della sicurezza alimentare sempre molto avvertito dai consumatori” – rimarca il direttore di Assolatte Massimo Forino.
Tra i partecipanti, il presidente della Camera di Commercio di Caserta, Tommaso De Simone ed il direttore della Fondazione Qualivita, Mauro Rosati, in qualità di moderatore.

A cura di Teresa Lucianelli

 
 
 

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