Camorra: l’appello di un parroco, mostra proiettile chi puo’ “fermi subito le stese”

“Chi puo’ fermi le stese prima che i colpi sparati a casaccio dagli uomini dei clan feriscano o uccidano vittime innocenti”. l’appello di don Modesto Bravaccino, parroco della chiesa di San Giuseppe e San Giovanni
di Lourdes, nel Rione Villa, quartiere di San Giovanni aTeduccio a Napoli, teatro negli ultimi giorni di numerosi raid
armati, tra i promotori della marcia popolare che ieri  ha visto sfilare per il rione centinaia di ragazzi. A riprova del
pericolo che queste scorribande comportano per gli abitanti delquartiere, Don Modesto mostra un proiettile da lui raccolto nel campetto dell’oratorio, proprio accanto alla chiesa.
“Da giorni qui nel rione si spara – racconta – ma pare che a
nessuno importi ed allora, dopo il ferimento di un ragazzo
colpito accidentalmente mentre era affacciato al balcone di
casa, io, le dirigenti delle scuole e le associazioni del
territorio abbiamo deciso di scendere in piazza per chiedere a
tutti, istituzioni ma anche ai mandanti, di fermarsi e di
mettere fine alle stese”.
“Noi ci abbiamo messo la faccia organizzando il corteo che,
ne sono contento, ha coinvolto anche i piu’ scettici e persone
imparentate con esponenti della malavita che ho visto con noi in
piazza. Ora aspettiamo che le istituzioni facciano la loro parte
con una maggiore presenza sul territorio e non parlo solo di
forze dell’ordine ma anche di cura del quartiere. I giardini, lo
spazzamento, l’illuminazione, piccole cose che farebbero sentire
la gente onesta del rione Villa meno abbandonate a se stesse”.
“Qualcuno ha letto la manifestazione di oggi come una sfida
lanciata ai clan. Sbaglia. Noi siamo persone di pace e non
partecipiamo a nessuna sfida, non partecipiamo a nessuna guerra.
Si’, perche’ e’ bene che si sappia – conclude mostrando la
pallottola a conferma di quello che si appresta a dire – che
quella che si sta vivendo nel quartiere e’ proprio una guerra”.

 
 
 

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