Annunziata, ucciso davanti alla chiesa dopo la messa: 35enne colpito da una raffica di proiettili

Alcuni elementi di spicco della criminalita’ organizzata tornati in liberta’ : ecco
che dopo le ”stese” (i raid con colpi sparati in aria a scopo
intimidatorio) e gli agguati, arrivano i morti. Cosi’ Torre
Annunziata  torna ad essere Fortapa’ sc, la citta’ in mano
alla camorra descritta nel film di Marco Risi sull’uccisione del
giornalista Giancarlo Siani. L’agguato in pieno giorno, a due
passi da una chiesa, e’ l’episodio piu’ grave, in una contesto,
quello di Napoli e provincia, gia’ segnato da un altro omicidio,
quello avvenuto ieri attorno alle 16 nel capoluogo campano e al
ferimento di un’altra persona sempre ieri nella citta’ oplontina.
Chi e’ entrato in azione oggi nei pressi del piazzale della
Parrocchia di Sant’Alfonso de’ Liguori l’ha fatto per uccidere:
sotto una decina di colpi esplosi in rapida sequenza e’ caduto
Francesco Immobile, 35 anni, pregiudicato per reati di droga e
che da poco aveva finito di scontare una detenzione agli arresti
domiciliari nell’abitazione che si trova a pochi passi dalla
chiesa dove ha trovato la morte. Nonostante la raffica di
proiettili che l’hanno centrato in piu’ punti, l’uomo era ancora
vivo quando sono arrivati i primi soccorsi. Caricato su un’auto
per una disperata corsa verso l’ospedale San Leonardo di
Castellammare di Stabia, Immobile e’ deceduto poco dopo a cause
della gravi ferite riportate.
L’omicidio si collocherebbe, secondo gli inquirenti – ad
indagare gli agenti del commissariato di polizia – all’interno
della lotta per la gestione degli affari illeciti in citta’ . Non
escluso, ma al momento poco probabile, un collegamento con
l’agguato di ieri sera, che ha portato al ferimento di Michele
Guarro, 57 anni, ritenuto vicino al clan Gionta, raggiunto da
due proiettili in corso Vittorio Emanuele III.
Episodi questi che fanno piombare la citta’ nel terrore,
specie se associati ai diversi casi di ”stese” verificatisi
nelle settimane scorse in piu’ quartieri della citta’ vesuviana.
”La scarcerazione di alcuni personaggi di spicco legati alla
criminalita’ organizzata locale – dice il sindaco Vincenzo
Ascione – in un contesto gia’ particolarmente compromesso come
quello che vive Torre Annunziata, sta avendo il nefasto effetto
di scatenare una guerra tra fazioni rivali per il controllo del
territorio. È una situazione che ormai non e’ piu’ sostenibile,
per la quale e’ necessario assumere provvedimenti drastici, prima
che possa ulteriormente degenerare”.
Rincara la dose il senatore del gruppo misto Sandro Ruotolo:
”Torre Annunziata e’ ostaggio dei clan in guerra tra loro per il
predominio degli affari illeciti. È una citta’ morente. In pieno
giorno si spara per strada e tutti sono in pericolo di vita. Non
c’e’ piu’ tempo da perdere. Si e’ fin troppo sottovalutata la
situazione. Dobbiamo disarmare Torre Annunziata. Lo Stato deve
fare lo Stato. La societa’ civile deve far sentire la propria
voce. Chi resta indifferente e’ complice dei clan. Fortapa’ sc non
l’abbiamo ancora sconfitto”. “E’ bene che istituzioni e forze
dell’ordine fermino questi episodi prima che scoppi una nuova
guerra. Troppo volte il sangue ha macchiato la storia della
nostra citta’ “. Queste le parole del consigliere regionale di
Europa Verde, Francesco Emilio Borrelli.
Ad aggravare il gia’ drammatico bilancio di violenza e morte
nell’area metropolitana anche l’uccisione, ieri pomeriggio a
Napoli, di Salvatore Astuto, 57 anni, anche in questo caso volto
gia’ noto alle forze di polizia. Contro di lui in vico Fico al
Mercato sono stati esplosi una ventina di colpi. Anche in questo
caso quando il sole era ancora alto, attorno alle 16, e tra la
gente, in un circolo. A dimostrazione che i clan non si fermano
davanti a nulla.

 
 
 

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