Al teatro Nuovo: romantico omaggio ad Eduardo con lo spettacolo Natale in casa Cupiello

Il progetto nato da un’idea di Vincenzo Ambrosino e Luca Saccoia , che è anche unico interprete, per la regia di Leilo Serao – andato in scena al teatro Nuovo. Un teatro magicamente gremito (nonostante il momento) ed un’atmosfera – quella creatasi grazie alla messa in scena- rarefatta e sognante: in sala anche tanti ragazzi giovanissimi,.. e bambini. I temi quelli di sempre, la magia rinnovata, la modalità nuova… straordinaria. Il Natale, la famiglia, la tradizione. Il tentativo di tenere le cose tutte a posto, come dovrebbero essere, o come sempre state. E il presepio, con le sue figurine impresse su un velatino, che Lucariello tenta ossessivamente di sistemare, e di proporre agli altri, mentre attorno a lui tutto invece è caos. Mentre il figlio ruba ed è sfaticato, la figlia rischia di mandare a monte un matrimonio per l’amante, e con la moglie, Concetta, è sempre il solito, snervante battibeccare, discutere, litigare. Sempre il solito amarsi, E proprio quando tutto esplode, e Lucariello si rompe, è lì, in un finale commovente davvero, che trova la composizione perfetta delle fiaba immortale. Tutto questo veicolati da una non convenzionale che vede un unico attore interagire con sette pupazzi realizzati dallo scenografo Tiziano Fano, autore dell’intera scenografia, animati da un gruppo ài manovratori costituito ad hoc per il progetto e coordinato da Irene Vecchia attraverso un laboratorio di formazione aperto ai giovani del territorio, svoltosi con il sostegno delta Fondazione Campania dei Festival nell’ambito della rassegna “Quartieri di Vita” 2020. Ogni volta che si apre Ì¡ sipario, ²Å rumore di quel velluto rosso che si scostaci fa immergere in altri mondi, ci fa dimenticare la nostra quotidianità e ci rende protagonisti di una delle esperienze più magiche che si possano vivere: assistere ad uno spettacolo teatrale. Solitamente le tavole del palcoscenico sono calcate da attori ed attrici ma in questo allestimento c’è una tradizione antica, quella dei Pupi, che rende questa mise en scene una macchina del tempo.

 
 
 

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